
Rita Gallé, siciliana di origine, nasce a Caltanisetta nel 1931. Artista fantastica e vulcanica, da Milano dove lavora dal 1952, ha creato opere d' arte, pittura e scultura, e di arte applicata, dal gioiello al mobilio, esibite in ogni parte del mondo.
Collabora con l'editore e stampatore Giorgio Upiglio, suo marito, nel campo della grafica d'arte di pregio internazionale. Rita e Giorgio sono una coppia "storica" della Milano artistica da prima del matrimonio celebrato nel 1974, insieme hanno condiviso sfide, incontri, avvenimenti di tutto rilievo, affanni e successi. Hanno scritto alcune pagine di storia milanese. Rita Gallè, infatti, ha alle spalle un'infanzia magica ed eccentrica, consumata tra Caltanisetta e Porto Palo di Menfi, tra le lezioni private di una zia direttrice del Museo Archeologico di Palermo e docente universitaria e i suoi occhi aperti in riva al mare o sotto gli alberi di carrubo. E' in questa infanzia che matura in lei un'inclinazione contemplativa e un sentimento elegiaco che si nutre, poi, di poesia. Si dedica ormai giovinetta alle più eterogenee e asistematiche letture e sogna già di andarsene al nord per sentirsi più libera, per poter seguire le novità della moda, del design, dell'arte. Per questo, poco più che ventenne, Rita Gallè lascia la Sicilia e si trasferisce a Milano. In Piazzale Loreto c'erano ancora le macerie della guerra, i segni del conflitto si vedono un pò ovunque e tuttavia la città era in fermento. Sono gli anni in cui prende avvio e slancio il boom economico dell'Italia di cui Milano è l'epicentro, e ciò non è privo di effetti collaterali che investono anche il mondo dell'arte. Le gallerie d'arte storiche si rinnovano, nascono nuovi spazi espositivi, si promuovono eventi, incontri, iniziative d'ogni ordine e grado e si invitano gli artisti da ogni Paese europeo e no, dagli Stati Uniti come dal Giappone o dalla Corea. Una giovanissima Rita Gallè vive in prima persona questo fervore di Milano che vede l'affermazione, in ambito artistico, di nuovi movimenti e neo-avanguardie, ruotanti attorno a figure carismatiche come Lucio Fontana. Dal M.A.C., acronimo di Movimento Arte Concreta, di cui scriverà il manifesto Gillo Dorfles, ai "nuclearisti" o al Nouveau Realisme di Pierre Restany, da Ives Kline a Piero Manzoni e Dadamiano, Milano è, in questi anni, una nouvelle frontière artistica. Essa è pronta ad accogliere il geometrismo astratto di Max Bill come L'Informel di Tapié, il nuovo pensiero esistenzialista francese di Jean Paul Sartre e il coevo cinema francese, le proposte Pop Art Nord-americane e molto altro ancora. Sono gli anni in cui Arturo Schwarz fa rinascere a Milano Dada, con Max Ernest, Marcel Duchamp, André Bréton in primo piano, Giorgio Marconi apre la sua galleria, entrambi portano i loro artisti alla stamperia di Giorgio Upiglio. Sono anche gli anni in cui Rita Gallè di dedica sempre più alle arti. apre le sue due gallerie d'arte-le prime di una lunga serie-, nel 1967 lo Studio del Beccaro, nel 1972, due anni prima del matrimonio con Upiglio, Gallerita, in Via Amadei. Perchè sì, infine Giorgio e Rita, nel 1974, si sposano. Il loro sodalizio artistico diventa, dopo questa data, ancor più saldo, tuttavia le loro rispettive biografie rimangono ben differenti e decisamente individuali e separate, persino divergenti. Ripensare a tutto questo, tentare di cogliere le possibili contaminazioni tra i due rispettivi microcosmi, tra l'officina artistica di Giorgio Upiglio e il laboratorio artistico di Rita Gallè, alla ricerca di una chiave di lettura per penetrare nel mondo fantastico di Rita, è più che scontato. Senoncgé, ciò che scopri entrando nella casa-studio in Via Cernaia, affollato di opere di Rita Gallè, nega ogni possibile collegamento. Vi sono molteplici indizi che potrebbero suggerire più suggestioni provenienti o riferibili alla stamperia d'arte di Giorgio Upiglio, ma ciò che vedi e occupa ogni angolo della casa-studio appartiene unicamente a Rita Gallè. La sua casa-studio è anche speculum del suo laboratorio mentale e affettivo. Mentale e affettivo perchè Rita non separa mai il proprio lavoro artistico dai sentimenti, è un'artista istintiva e sentimentale. Questa, forse, è anche la sua attualità. Rita Gallè ha condiviso con Giorgio Upiglio molti incontri con artisti magnifici, da Giorgio de Chirico a Wilfredo Lam o Alberto Giacometti o Enrico Baj e Mimmo Paladino. Tuttavia, si nutre unicamente dei propri stati d'animo, dei propri sentimenti e ricordi, e così quello che prevale e anzi domina in lei, nel suo laboratorio mentale e affettivo, è determinato da una soggettività travolgente.... (Rolando Bellini)
MUERTE REPENTINA ALCANZA A RITA GALLE' EN OAXACA
En los anos ochenta Rita Gallè (Italia, 1928-Oaxaca,2009), creò una hermosa copa de plata con incrustaciones de piedras preciosas para el municio apostòlico de Nieva York, lellamò Corazòn abiertò, Ahora, el 5 de agosto de 2009 a las 17,30 horas, ese fue el çrgano que detuvo su funcionamiento y su vita.
La artista estaba de visita en Oaxaca con motivo de la inaugaraciòn de 'Rita Gallè, joyas, esculturas, acuarelas y grabados', cuando su corazòn se parò a causa de un infarto.Tenia 81 anos y querìa compartir sus obras con los visitantes a la Capilla Dòmina del Centro Cultural Santo Domingo.