Riedel - The Wine Glass Company
La Riedel Crystal (fondata nel 1956) produce vetro nel cuore dell'Europa da oltre 250 anni e 11 generazioni, è condotta da Gerg J. Riedel (X generazione) e Maximilian J Riedel (XI generazione). Riedel è unanimente conosciuta in tutto il mondo per la creazione di calici e decanter della più alta qualità, in grado di trasmettere il piacere della degustazione di vini e liquori. Le cantine e i ristoranti più prestigiosei del globo usano Riedel.
Riedel realizza linee di prodotti per ogni stile di vita e gamma di prezzo, per la degustazione altamente professionale come per un picnic o una cena fra amici, per ogni wine lover, esiste una collezione appropriata.
La forma dei calici vuole esaltare l'armonia e non i diffetti di un vino. Riedel si è sempre basato sull'idea del calice come strumento che deve valorizzare la personalità del vino, l'aroma, il gusto e la veste (ed anche la bellezza dell'oggeto).
E' essenziale, per apprezzare pienamente le diverse cultivar e le sottili caratteristiche dei singoli vini disporre di un calice la cui forma sia adatta allo scopo: il design determina la qualità e l'intensità del bouquet e il flusso del vino. Il primo punto di contatto con il liquido dipende dalla forma e dal volume del calice, dal diametro e dalla finitura dell'orlo (sottile oppure arrotondato), nonchè dallo spessore del cristallo. Quando si accosta il calice alle labbra, le papille gustative sono pronte ad intervenire; il flusso del vino viene diretto verso le giuste zone gustative del palato e determina quindi diverse sensazioni; nel momento in cui la lingua entra in contatto con il vino, partono tre messaggi contemporaneamente: la temperatura, il carattere e il sapore.
- La forma. Il principio guida di Riede: il contenuto determina la forma.
- Grandezza. Le dimensioni del calice sono importanti perchè influenzano la qualità e l'intensità degli aromi. Il vino o il superalcolico hanno bisogno di uno spazio per respirare che ne rispetti la "personalità". Per i vini rossi occorrono calici ampi, per i bianchi calici di media grandezza, per i distillati calici piccoli che ne esaltino il carattere fruttato e non l'alcolicità.
- Quantità da servire. Il calice non va riempito troppo: per i rossi, un decilitro-un decilitro e mezzo, per i bianchi meno di un decilitro e per i superalcolici 0,3 dl.
- Il contenuto determina la forma. Quando si tratta di creare la forma di un calice, Riedel si affida a questo principio: le idee non nascono a tavolino ma da un susseguirsi di prove e errori, con l'aiuto e il contributo dei più raffinati palati del mondo. Chi ama il vino è attento alla veste, al bouquet e al gusto, ma spesso non considera il calice lo strumento che ne comunica il messaggio. Nel corso degli anni, la Riedel è pervenuta ad alcune interessanti spiegazioni scientifiche sul perchè la forma di un calice influenzi il bouquet e il gusto delle bevande alcoliche. La prima scoperta è avvenuta assaggiando il vino: lo stesso prodotto appariva completamente diverso a seconda del calice in cui veniva servito, tanto che esperti degustatori pensavano di trovarsi di fronte a vini diversi.
La varietà dell'uva è il fattore cruciale che determina il rapporto tra frutto, acidità, tannini e alcol. Il passo successivo della Riedel è stato lo studio di forme in cui il vino prodotto con varietà specifiche potesse esprimersi al meglio; si cominciava a capire il ruolo complesso della grandezza e della forma nel comunicare il messaggio del vino di qualità.
- Il bouquet. La qualità e l'intensità degli aromi sono determinate non solo dalla personalità del vino, ma anche dalla sua affinità con la forma del calice. Inoltre il bouquet si sviluppa nel modo giusto solo entro una gamma limitata di temperature. Le temperature basse limitano l'intensità, quelle alte esaltano soprattutto l'alcolicità. Per quanto la forma del calice sia importante, non può svolgere appieno la sua funzione se il vino non viene servito alla temperatura corretta e nella quantità giusta. Il liquido comincia a evaporare non appena viene versato e i suoi aromi riempiono rapidamente il calice a strati, a seconda della loro densità e gravità specifica; quindi grandezza e forma del calice possono essere adattate agli aromi tipici di un certo vitigno. Gli aromi più lievi e fragili, che ricordano i fiori e frutta, salgono fino all'orlo del bicchiere, mentre la parte mediana si riempie dei profumi vegetali e delle componenti terrose e minerali. Gli aromi più pesanti, quelli del legno e dell'alcol, restano sul fondo del bicchiere. Se si fa ruotare il vino nel calice, si inumidisce una superficie più ampia, aumentando l'evaporazione e l'intensità degli aromi. Ma questa operazione non aiuta l'armonizzazione dei vari elementi del bouquet, ed è per questo che lo stesso vino degustato in bicchieri diversi mostra un'incredibile diversità di aromi (può espirmere aromi di frutta in un bicchiere e note verdi e vegetali in un altro). Per eliminare questo effetto fisico bisognerebbe mescolare verticalmente gli strati agitando il bicchiere, e in questo caso si coglierebbe lo stesso bouquet in tutti i bicchieri.
I degustatori esperti si affidano alle capacità olfattive più che al palato per determinare la provenienza del campione o della varietà d'uva nelle degustazioni coperte. I calici molto ampi, con capacità superiore a 700 cc, permettono di "fiutare" attraverso i vari strati del bouquet inalando dolcemente e con regolarità per una decina di secondi, in modo da penetrare attraverso gli strati superficiali di frutta fino ad arrivare alle sottostanti note più terrose e alcoliche.
- Il gusto. Ognuno è sovrano del proprio palato!
Non possiamo dettare regole rigide, prevaricando le preferenze personali, ma possiamo fornire alcune indicazioni preziose, e nel corso degli anni la risposta degli appassionati di vino ai nostri suggerimenti è stata largamente positiva. I movimenti fisici e i piccoli spostamenti della testa e del corpo sono controllati a livello subconscio. La forma del calice impone di tenere la testa in modo tale da poter bere senza rovesciare il liquido. I bicchieri con un'apertura ampia ci costringono a sorseggiare il vino abbassando il capo, mentre un'aprtura stretta impone di inclinare all'indietro la testa facendo fluire il luquido per gravità. In questo modo, si indirizza il liquido in diverse "zone gustative" del palato. Se si beve a grandi sorsi per placare la sete, si annullano i vantaggi dati dal calice, in quanto si sentono gli aromi solo nel retrogusto. Le bevande alcoliche vanno consumate, a seconda della forza, in piccole o piccolissime quantità per volta, in modo da poter controllare il flusso del liquido e quindi il contatto iniziale con la lingua. Lo stimolo nervoso che ne deriva si propaga alla velocità di 400 metri al secondo al cervello, sul quale lascia una prima impressione durevole. Restiamo quasi immancabilmente delusi se mancano i dolci aromi fruttati e le componenti aspre dominano l’impressione gustativa. In questo caso, si tende a dare la colpa al vino, anziché alla forma inadeguata del calice.