
Pio Manzù
Giovane designer, figlio del celebre scultore Giacomo Manzù, Pio Manzù è tra i membri fondatori del “Centro Internazionale di Ricerche sulle Strutture Ambientali”. Progettista di rigorosa formazione internazionale, diplomato alla Hoschule für Gestaltung di Ulm, si distingue come autore di uno dei modelli di maggior successo nella storia dell’industria automobilistica italiana, la Fiat 127, e di numerosi prototipi di autoveicoli dai contenuti innovativi sia dal punto di vista formale sia sul piano tecnico, come le NSU – Autonova GT e Fam, l’Autobianchi Coupé e il City-Taxi.
Il car design gli vale numerosi riconoscimenti e premi internazionali; nel 1962 vince il prestigioso concorso internazionale dell’Anné Automobile con un prototipo costruito da Pininfarina ed esposto lo stesso anno al Salone dell’Automobile di Londra. All’attività progettuale affianca una riflessione critica, coltivando un impegno creativo mai disgiunto da una più ampia considerazione sulla funzione del design e sui temi della mobilità.
Nel maggio del 1969, all’età di soli trent’anni, Pio Manzù perde la vita in un tragico incidente d’auto mentre si recava a Torino. In ricordo dell’amico prematuramente scomparso, i membri fondatori decidono di titolare l’Istituto “Centro Internazionale Ricerche Pio Manzù”.
“L’uomo non esiste soltanto per utilizzare oggetti e ancor meno – come si vuol far credere oggi – per consumare prodotti. Egli viene confrontato continuamente con le esigenze intenzionali della sua coscienza. E queste esigenze non possono essere soddisfatte soltanto per mezzo di oggetti d’uso ben disegnati. Per realizzarsi oltre, per prodursi oltre, la coscienza ha bisogno di una continua problematicizzazione delle proprie capacità di rappresentazione e di esperienza“. (Pio Manzù)