
GIO' PONTI
Nelle sue linee fondamentali, la biografia di Giò Ponti esprime la vivacità creativa e l'estrema versatilità di questo brillante artista. Pittore, architetto, pioniere del design, talento dalle molteplici attività, Giò Ponti si laurea al Politecnico di Milano nel 1921.
Il 1923 segna il suo esordio nel campo della cultura figurativa come Direttore artistico della Manifattura Richard-Ginori. Anche se due anni prima, appena laureatosi, apre uno studio di architettura insieme a Lino Finocchi ed Emilio Lancia.
Per tutti gli anni Venti, infatti le sue opere architettoniche dovranno cedere il passo all'attività progettista per la Ginori. Il suo ruolo ufficiale nell'organizzazione della ditta, convive con l'impulso dato al laboratorio di arredamento della Rinascente e in tale contesto viene elaborato l'innovativa concezione poetica che accosta le suggestioni dell'arte alla produzione industriale.
Non a caso, quando nel 1928 fonda la rivista Domus, Gio Ponti si propone di "interesse e documentare i lettori nei riguardi dei problemi artistici, spirituali e pratici", La Direzione di Domus lo accompagnerà fino alla morte (tranne un breve intervallo dal 1941 al 1947 in cui dirige "Stile") e quelle pagine diventeranno il palcoscenico delle nuove idee e del nuovo gusto delle arti decorative, dell'arredamento e dell'architettura.
Giò Ponti vive in maniera molto coinvolgente la funzione istruttiva del suo lavoro. Dal 1936 al 1961 è professore alla facoltà di Architettura al Politecnico di Milano, ma è la sua stessa arte ad educare il pubblico verso l'evoluzione del senso estetico e dell'idea stessa dell'eleganza.
Nell'architettura milanese attraverso le case di Corso Venezia e di Via De Togni, i palazzi Ferrania e Rai, la Torre metallica del Parco Sempione; nell'industrial design, con la famosa sedia "Super-leggera" disegnata per Cassina insieme a tanti altri mobili leggeri e di grande semplicità e con le numerose creazioni che spaziano dagli apparecchi di illuminazione agli arredamenti navali (per l'Andrea Doria, Conte Grande, Giulio Cesare), dagli apparecchi sanitari per Ideal Standard alle "soluzioni tipiche" come la finestra arredata del 1954.
Quando Giò Ponti si spegne a Milano nel 1979, la sua inesauribile vena artistica non si è di certo conclusa, una certa inquietudine produttiva porta ancora a disegnare, dipingere, costruire, scrivere, organizzare, ma il suo genio è stato già consegnato alla storia dell'arte.