EMILIO TADINI nasce a milano nel 1927.
Si laurea in lettere nel secondo dopoguerra e porta sulla scena culturale italiana una ventata di originalità e vivacità. Riesce a compiere una sorta di osmosi culturale tra diversi ambiti disciplinari. Come pittore inizia negli anni '50, stagliandosi sul panorama artistico in modo del tutto autonomo e più tardi aderendo prima al realismo e poi all'informale. E' tra le personalità di maggiore spicco nel dibattito artistico del dopoguerra, unendo l'impegno pittorico a quello letterario. I suoi esordi letterari sono legati a riviste come "politecnico" o "Verri", a romanzi quali L'ami, l'amore (1963). Come pittore esordisce nel 1961 alla galleria del Cavallino a Venezia con un'arte di forti echi surrealisti, lavorando per grandi cicli nelle cui tele agisce per sovrapposizione di piani temporali e contaminazione in genere. Nel 1967 espone alla galleria Marconi di Milano il Ciclo di Voltaire, di seguito Color & C. Le città italiane e i profughi. Parellamente pubblica altri romanzi: L'opera (1982), La lunga notte (1988), vari poemetti e L'occhio della pittura (1996). Collabora per anni alle pagine del Corriere della sera.
Muore a Milano il 25 settembre 2002.