Multiplo d'arte "Miramondo" - by Gabriele Devecchi 2010 (1960)
Una serie di visori inquadrano, con diversi effetti ottici, qualunque cosa
Non è arte, non è design, è miriorama. Miriorama vuol dire infinite visioni (dal greco orao, vedere, e myrio, che indicava una quantità pressoché infinita). E il Gruppo T (dove T sta per tempo), fondato nel 1959 da Giovanni Anceschi, Davide Boriani, Gianni Colombo, Gabriele Devecchi, a cui, un mese dopo, si aggiungerà Grazia Varisco, aveva deciso di chiamare miriorama i propri risultati (dichiarazioni programmatiche, manifestazioni e mostre, ambienti e opere). In altre parole, le cose che il Gruppo T produce si chiamano miriorama.
Nel 1960 a Milano, presso lo showroom di Bruno Danese, il Gruppo T presenta l’edizione in 10 copie numerate e firmate degli oggetti miriorama: un Abstract video di Giovanni Anceschi, un Giradischi ottico-magnetico di Davide Boriani, un Rotoplastik di Gianni Colombo, un Miramondo di Gabriele Devecchi, uno Sferisterio semidoppio di Grazia Varisco. Nella recensione sulla rivista “Domus”, Bruno Munari aveva osservato: “Qualche mese fa questi giovani artisti hanno esposto alla galleria Danese di Milano una serie di oggetti nuovi, prodotti in dieci copie (anche il preconcetto del pezzo unico non ha più senso ormai)”.
Oggi, cinquant’anni dopo, Alberto Alessi ha deciso di portare a compimento il progetto ideale di un’arte per tutti. Pur mantenendo tutte le sue caratteristiche di gradimento estetico, l’opera d’arte circola come oggetto di design tra gli oggetti di design. (Giovanni Anceschi)
- multiplo d'arte in ottone e alluminio
- serie limitata a 99 esemplari numerati e 9 prove d'autore
- cm 11x5 - hcm 15
N.B. richiederne la disponibilità
Definizioni s.f. ma Umberto Eco/ Bruno Munari, 1962
Arte cinetica Forma di arte plastica nella quale il movimento delle forme, dei colori, dei piani è il mezzo per ottenere un insieme mutevole. Lo scopo dell’arte cinetica non è quindi quello di ottenere una composizione fissa e definitiva.
Opera aperta Forma costituita da una “costellazione” di elementi in modo che l’osservatore possa individuarvi, con una “scelta interpretativa” vari collegamenti possibili, e quindi varie possibilità di configurazioni diverse, al limite, intervenendo di fatto per modificare la posizione reciproca degli elementi.
Opere moltiplicate Opere progettate dall’autore per essere prodotte in varie copie usufruendo delle tecniche industriali. Non quindi riproduzione approsimativa di un “pezzo unico” originale come normalmente avviene nelle stampe d’arte.
Arte programmata L’arte può essere programmata. Da una programmazione esatta nasce una moltitudine di forme simili.
[dal catalogo della mostra
Arte programmata L’arte può essere programmata.
Da una programmazione esatta nasce una
moltitudine di forme simili.
[dal catalogo della mostra Arte programmata,
negozio Olivetti, Milano, maggio 1962]